Il prato magico

scritto da Fresia
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In occasione della Pasqua, propongo una fiaba per bambini.
- Nota dell'autore Fresia

Testo: Il prato magico
di Fresia

IL PRATO MAGICO

C'era una volta, alla periferia di un villaggio, un grande prato che, a primavera, si copriva d' erba verde e meravigliosi fiori.
Sembrava non appartenere a nessuno e tutti potevano entrarvi per godere del suo fascino e della fioritura di alcuni ciliegi e meli selvatici e di piccoli cespugli che crescevano qua e là. Lungo il perimetro del prato, si potevano vedere numerosi noccioli con le loro tenere foglioline che, verso l'inizio dell'autunno, attiravano diversi scoiattoli.
Quel luogo era il paradiso delle farfalle, delle api e di vari uccelli che costruivano i loro nidi sui rami degli alberi. Ogni tanto capitava anche qualche lepre, scesa dal bosco per cibarsi dell' erba fresca e qualche anatra, che faceva la sua comparsa nel piccolo stagno al centro della distesa erbosa.
Gli abitanti amavano molto quell'angolo di verde e tutti avevano grande rispetto per le piante che vi crescevano e per gli animali che lo frequentavano.
I bambini lo definivano "il prato magico" e non solo per la sua bellezza, ma perché ogni anno, a Pasqua, nascoste tra l'erba si potevano trovare tantissime uova di cioccolato. 
Ce n'erano di tutti i tipi e di tutte le dimensioni e ognuno, munito di cestino, poteva  raccoglierne in grande quantità.
La maggior parte dei bambini, ovviamente, attribuiva la presenza di quelle dolci leccornie al passaggio del coniglio di Pasqua, mentre altri, credendo nella magia, pensavano che, per incanto, molti fiori potessero trasformarsi in uova colorate. 
Gli adulti, invece, ritenevano che qualche persona gentile e generosa le nascondesse tra l'erba per far felici i piccoli abitanti del villaggio. 
Alcuni di loro avevano tentato di spiare le mosse del fantomatico benefattore durante la notte precedente la Pasqua, ma tutti avevano finito per addormentarsi e il segreto era sempre rimasto tale. 
La cosa certa era che ogni anno, da molto tempo, si ripeteva quella meravigliosa consuetudine pasquale e che le uova divenivano sempre più belle, più buone e più numerose.
Ma un brutto giorno, accadde qualcosa di imprevisto.
"Cosa sta succedendo al nostro prato?", si chiesero alcuni bambini, vedendo che degli uomini avevano cominciato a circondarlo con un' alta recinzione. Non ebbero il coraggio di chiedere spiegazioni e corsero a casa per scoprire se i loro genitori sapessero qualcosa. 
In realtà nessuno sapeva nulla di ciò che stava accadendo.
Dopo aver parlato con gli operai, il padre di Annika venne a sapere che il proprietario del prato lo aveva venduto ad una importante società e che quel luogo, a breve, si sarebbe trasformato in un allevamento intensivo di galline e conigli.
"Che bello!" esclamò la bambina, tutta contenta, pensando che presto avrebbero potuto ammirarare chiocce con  pulcini e simpatici coniglietti.
Il padre la guardò con aria triste. Non avrebbe voluto dirle la verità, ma era consapevole che la piccola si sarebbe resa conto da sola che il loro prato sarebbe scomparso per far posto ad enormi capannoni.
"Non è giusto", disse la bimba " non si possono tenere in gabbia le galline e i conigli e poi  non troveremo più le uova di Pasqua!"
Il padre rispose che c'erano altri prati e che, di certo, sarebbero comparse altrove, ma più l'uomo tentava di rassicurarla e più Annika insisteva nel dire che solo quel prato era magico e che la festa che aspettavano sempre con gioia non sarebbe più stata la stessa.
In paese, la notizia si diffuse in breve tempo e tutti i bambini erano preoccupati non solo per la loro caccia alle uova e per la perdita di quel luogo speciale, ma soprattutto per la sorte di galline pulcini e conigli che avrebbero vissuto in minuscole gabbie.
Oliver, che era un ragazzino molto sensibile, si era informato bene sugli allevamenti intensivi e aveva raccontato a tutti quanto gli animali che ci vivevano stessero male.
"Dobbiamo fare qualcosa", disse ad Annika, "i grandi pensano che le cose non si possano cambiare, ma il nostro prato è fatato e, se riusciamo ad entrare di nascosto e a chiedere aiuto alla magia, forse questa ingiustizia si fermerà".
E così, approfittando di un' interruzione dei lavori, i bambini si intrufolarono di nascosto nel cantiere. Erano già arrivate le ruspe, purtroppo, e avevano  scavato una parte di terreno. Cosa avrebbero potuto fare loro, che erano così piccoli, se non sperare che avvenisse una magia?
Attesero invano, ormai era quasi buio ed era ora di tornare a casa. Guardarono ciò che restava del  prato per un' ultima volta e non poterono fare a meno di piangere.
Le loro lacrime caddero sull'erba e proprio in quel momento accadde qualcosa di incredidibile. Il prato cominciò a ondeggiare come se un vento inesistente muovesse ogni stelo e, all'improvviso, dal terreno uscì una creatura luminosa. Non si capiva cosa o chi potesse essere, ma i bambini non ne ebbero paura e non fuggirono.
"Avevo bisogno che qualcuno si preoccupasse sinceramente per questo luogo" disse loro, " la durezza di chi desidera distruggerlo mi aveva imprigionata sotto terra, ma ora  grazie a voi sono libera e posso continuare ad usare la mia magia".
La creatura disse loro di andare a casa e di stare tranquilli: avrebbe impedito la costruzione dell'allevamento a qualsiasi costo.
Il giorno dopo, quando gli operai tornarono al lavoro, videro che mancavano diversi attrezzi molto costosi. Si pensò ad un furto e qualcuno venne messo di guardia quando il cantiere era chiuso, ma inutilmente. Nei giorni che seguirono, infatti, continuarono a sparire oggetti e macchinari, comprese le grandi ruspe. 
Infine, tutto il materiale scomparve e rimase solo la recinzione che si era inspiegabilmente ricoperta di edera e altri rampicanti e al cui interno il prato era tornato come era sempre stato. 
La gente non credeva ai propri occhi e i nuovi proprietari del terreno, pensando che esistesse qualche maledizione, decisero di andarsene e di non mettere mai più piede in quel villaggio.
Solo Annika e Oliver sapevano, ma non parlarono a nessuno della magica creatura che avevano incontrato.
"Quando saremo grandi", dicevano, "faremo di tutto per salvare il verde e per aiutare gli animali maltrattati", ma l'idea di essere riusciti a bloccare la realizzazione dell'allevamento li rendeva già molto felici
Da allora nessuno osò distruggere la bellezza del prato e, ad ogni Pasqua, le uova di cioccolato non mancavano mai.
Tuttavia, chi le nascondesse tra l'erba rimase per sempre un mistero.





 





 



Il prato magico testo di Fresia
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